Microscopia e Microchirurgia Odontoiatrica ad Avellino e Benevento

 

Microchirurgia e microscopia operatoria in Odontoiatria ad Avellino e Benevento

 

Il nostro studio si avvale nella pratica clinica di due tipi di sistemi di ingrandimento:

– caschetto con ottiche prismatiche Zeiss con ingrandimento 4,5x e luce LED coassiale. Lo utilizziamo di routine in tutte le procedure dentistiche sia diagnostiche che terapeutiche

– stereomicroscopio operatorio Zeiss PIco che permette ingradimenti fino a 32 volte dell'area operata con una luce coassiale allo Xenon. Lo utilizziamo in endodonzia, in microchirurgia e in protesi su denti naturali. Il nostro Studio è stato tra i primi, ed è tra i pochi, nelle province di Avellino e Benevento ad aver introdotto nella pratica clinica l'utilizzo dello stereomicroscopio.

L’odontoiatria, come molte altre branche della medicina, è coinvolta in un continuo progresso delle tecniche di diagnosi e delle soluzioni terapeutiche. La ricerca di una sempre maggiore qualità delle prestazioni erogate, il bisogno di migliorare la prevenzione e la diagnosi delle patologie orali, stanno spingendo gli odontoiatri ad utilizzare i mezzi visivi di ingrandimento durante il loro lavoro quotidiano. Bisogna considerare che il dentista lavora da sempre su un campo di lavoro piccolo. Nell’industria, sono stati studiati e analizzati i processi lavorativi che riguardano oggetti piccoli e si è concluso che bisognerebbe utilizzare un mezzo d’ingrandimento allorché il campo di lavoro è di dimensioni  inferiori a 5 mm. Le dimensioni di un dente, vanno da 5 a 12-13 mm, ma l’odontoiatra, si trova, spesso a dover effettuare il suo lavoro, su una sola parte di esso (per esempio quando cura una carie che ha una estensione di 1-2mm, oppure per localizzare i canali radicolari il cui diametro è inferiore ad 1mm), restringendo quindi la sua attenzione, a pochi millimetri quadrati. Inoltre la bocca è un luogo buio con accesso difficile. Pertanto oltre agli ingrandimenti è necessario anche l'utilizzo di una luce coassiale alla visione che illumini perfettamente il campo operatorio, che come abbiamo detto  è di pochi millimetri quadrati.

La coincidenza del fascio di luce illuminante con quella dell’asse visivo, è il segreto del sistema ingrandente ideale. Questa condizione, permette di vedere immagini in un canale stretto e lungo (come può essere il canale di un dente). Attualmente, l’unico strumento che consente di mettere in asse il sistema illuminante con quello ingrandente, è rappresentato dallo stereomicroscopio operativo. 
Questa apparecchiatura, viene sempre più spesso utilizzata in odontoiatria ed in particolare in alcune sue branche (endodonzia e protesi) dove è senz’altro richiesto un ottimo controllo visivo del lavoro effettuato. Il microscopio operativo, non è però uno strumento facile da introdurre nella pratica di lavoro quotidiana. Si tratta di uno strumento ingombrante, che richiede un sistema di bilanciamento a sua volta poggiante a terra o ancorato al soffitto dello studio.
Questo sistema di lavoro richiede, però, un periodo d’apprendimento abbastanza lungo, durante il quale s’impara a controllare le proprie azioni viste attraverso lo specchietto. Infatti con il microscopio è quasi sempre necessario lavorare in visione indiretta. Ecco perché molti dentisti non si avvicinano alla microscopia operatoria. 
Per quanto riguarda l’odontoiatra, i vantaggi principali sono costituiti dalla visione stereoscopica ingrandita con l’asse della luce illuminante che coincide con l’asse visivo. Questo corrisponde ad un’ottima qualità visiva del campo di lavoro. Un altro importante vantaggio è costituito dalla posizione di lavoro: la schiena è molto più dritta rispetto alla posizione che comunemente si adotta nel lavoro in visione diretta. Questo si traduce in un maggior confort per il dentista che si stanca meno e a lungo termine, non sviluppa quelle patologie ortopediche che sono tipiche della sua professione (Artrosi cervicale, lombare, ecc.). In poche parole il dentista vede meglio e sta più dritto con la schiena, stancandosi meno. Tutti i piccoli aggiustamenti del campo visivo sono realizzati muovendo lo specchietto.
Il dentista sta anche più lontano dalla zona di lavoro ed evita quindi tutti quegli spray (prodotti dai trapani o manipoli ad ultrasuoni) che possono essere fonte di contaminazione infettiva.

D'altra parte, anche per il paziente, il principale vantaggio è costituito da una posizione più comoda. Infatti, non è costretto a tenere la testa inclinata all’indietro, come spesso accade, quando si lavora sull’arcata superiore, a visione diretta.
Lo schienale della poltrona non deve essere eccessivamente abbassato, e questo è importante soprattutto per i pazienti più anziani. Non deve cambiare la sua posizione spesso, perché i cambi di visuale sono realizzati dai movimenti dello specchietto. Infine, riceverà senz’altro delle prestazioni migliori.

Il microscopio operativo rappresenta quindi una nuova opportunità per il dentista. Può aiutarlo ad affrontare e a risolvere quei problemi che fino ad ora non avevano soluzione. Per esempio nel campo dell’Endodonzia (quella branca dell’odontoiatria che si occupa della devitalizzazione dei denti ), si possono rimuovere strumenti fratturati nei canali, correggere false strade, risolvere perforazioni ecc.
 
Di seguito un esempio di quanto ingrandisce un microscopio operatorio. Le prime immagini, a-c, sono l'interno di un molare visto con l'ingrandimento tramite ottiche primastiche su caschetto (4,5 ingrandimenti). Le seconde immagini, b-d, sono dello stesso dente, ma viste tramite il microscopio operatorio Zeiss (a 12 ingrandimenti).

 

Nelle foto qui sotto potete osservare:
– in a e b : ciò che vede un dentista senza ingrandimenti, con il solo aiuto della vista
– in c e d: ciò che vede un dentista con l'ausilio di sistemi ingrandimenti prismatici rispettivamente 2,5x e 4,5 x
– in e: ciò che vede il dentista con l'ausilio del microscopio operatorio